Climhouse - Case a basso consumo energetico ed.... Antisismiche
Chi decide di costruire casa, investe nel proprio futuro.
Chi sceglie una casa costruita da CLIMHOUSE srl si garantisce il futuro.
Le case progettate da CLIMHOUSE srl sono la concretizzazione di concetti abitativi all’avanguardia studiati e realizzati in piena armonia con la natura.
Quanto consuma la tua casa? Questa domanda tipica del settore auto potrebbe diventare presto un nuovo argomento condominiale.
La direttiva 2002/91/CE del 16/12/2002 obbligherà gli stati membri alla certificazione degli edifici nuovi o ristrutturati con superficie superiore ai mille metri quadrati.
Abbiamo già affrontato il tema dello spreco energetico tra le quattro mura.
L'acquisto di una casa, come quello di un'automobile, implica una spesa d'acquisto iniziale e spese mensili per il suo uso quotidiano (es. illuminazione, riscaldamento, ecc.).
Le case "certificate" daranno pertanto un segnale importante per gli acquirenti.
In futuro esisteranno pertanto case "certificate" per garantire bassi consumi.
Il consumo energetico delle abitazioni sarà misurato in kWh/m2.
Una casa in condizioni "medie", oggi, consuma circa 150-200 kWh/m2 mentre le nuove costruzioni basate sull'ecoedilizia permettono di raggiungere consumi inferiori ai 30 kWh/m2.
Una differenza di consumi che si traduce in una minore bolletta del gas e dell'energia elettrica per il proprietario dell'immobile e una minore spesa energetica per lo Stato.
La direttiva europea è obbligatoria dall'inizio del 2006 e rappresenta una vera rivoluzione culturale nel settore immobiliare italiano.
Riguarda solo una parte del patrimonio edilizio italiano poiché circa il 45% delle abitazioni in Italia possiede superfici inferiori ai 1000 metri quadrati.
Le certificazioni potranno comunque essere richieste anche per gli immobili con superfici inferiori. Il costo della certificazione degli immobili in Germania, dove è già applicata la direttiva, è mediamente di 400-500 euro con rimborso parziale della spesa da parte dello Stato. Non a caso oggi la Germania vanta in Europa le abitazioni con migliore efficienza energetica.
I pro e i contro del mattone certificato. Le case "certificate" beneficiano indubbiamente di un incremento di valore.
Il titolo ha infatti valore economico poiché certifica il risparmio d'uso dell'immobile, in pratica "quanta energia consuma la casa", ed avrà durata decennale.
La certificazione non obbligherà comunque a migliorare le performances energetiche degli immobili. La sua efficacia sarà apprezzabile soltanto se gli acquirenti e i locatari riusciranno a percepire il nesso tra il certificato e le minori spese d'uso dell'immobile. Soltanto in questo caso la certificazione riuscirà a dare un contributo importante sul piano dell'efficienza energetica.
CLASSIFICAZIONI ENERGETICHE
CASA PASSIVA :
< 15 Kwh/mq annuo = < 1,5 litri gasolio/mq annuo Classe energetica A:
< 30 Kwh/mq annuo = < 3 litri gasolio/mq annuo Classe energetica B:
tra 31-50 Kwh/mq annuo = 3,1-5 litri gasolio/mq annuo Classe energetica C:
tra 51-70 Kwh/mq annuo = 5,1-7 litri gasolio/mq annuo Classe energetica D:
tra 71-90 Kwh/mq annuo = 7,1-9 litri gasolio/mq annuo Classe energetica E:
tra 91-120 Kwh/mq annuo = 9,1-12 litri gasolio/mq annuo Classe energetica F:
tra 121-160 Kwh/mq annuo = 12,1-16 litri gasolio/mq annuo Classe energetica G:
> 160 Kwh/mq annuo = > 16 litri gasolio/mq annuo
La riduzione dei consumi di energia e di emissioni inquinanti sono gli obiettivi alla base della direttiva europea in materia di certificazione energetica degli edifici.
La certificazione energetica degli edifici non è un punto di arrivo al quale tendere per documentare il rispetto di una norma, ma un punto di partenza, uno strumento strategico-gestionale in grado di supportare le scelte progettuali in vista di un miglioramento delle prestazioni energetiche complessive del sistema edilizio.
Questo è l'obbiettivo di CLIMHOUSE che propone costruzioni in classe energetica A e B.
Filosofia aziendale
La filosofia del risparmio energetico può essere considerata come l'insieme delle discipline che attuano e presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell'ecosistema antropico-ambientale.In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarità e da un utilizzo razionale e sostenibile delle risorse, il nostro obiettivo tende alla conciliazione ed integrazione delle attività e dei comportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura.
L'obiettivo è quello di ottimizzare la resa del sistema edificio-impianto, riducendo gli sprechi ed elevando il livello di qualità dell'intero settore, a vantaggio non solo degli utenti diretti ma anche degli organi di Governo e della società civile presente e futura.
CASE A BASSO CONSUMO ENERGETICO
Sfrutta invece l'energia solare attraverso i vetri e il legno" aggiunge l'architetto bolzanino, che prosegue: "All'interno una parete da una rifrazione di calore, mentre piccole ventole spingono l'aria calda dall'alto verso il basso. Sono molto attento a quella che Italo Calvino aveva definito una delle cinque qualità; la sostenibilità. Nel fare architettonico è il rapporto corretto con il pianeta Terra".
CASE ANTISISMICHE:
Basilare è la disposizione al suolo: una grande vetrata si rivolge a sud mentre il tetto che nasce dal suolo ricopre la facciata opposta. La sua qualità di casa a basso consumo energetico e dispersione termica offre una soluzione ottimale per l'economia domestica. Questo sistema abitativo ecologicamente bilanciato, sommato alla modernità del design e a un prezzo accessibile, si propone quale soluzione per l'equilibrio tra uomo e natura.Case antisismiche:
Negli corso degli ultimi anni, a livello europeo, sono state elaborate nuove norme per la costruzione in zone a rischio sismico (i cosiddetti Eurocodici) che hanno lo scopo di garantire alle nuove costruzioni maggiore sicurezza e stabilità: anche l'Italia ha l'obbligo di adeguarsi a tali nome.
Tutte le nuove costruzioni sono pertanto obbligatoriamente vincolate a seguire le indicazioni della normativa sismica prevista dalle nuove Norme Tecniche (D.M. del 14/09/2005).
Questa nuova classificazione sostituisce quella precedente e suddivide il nostro territorio in quattro zone di sismicità (individuate in base a valori decrescenti di “accelerazioni massime” al suolo).
Ecco perchè il progettista strutturale non ha più la facoltà di scelta; per ogni nuova costruzione, sarà infatti sempre obbligatorio un analisi strutturale e di dimensionamento degli elementi del fabbricato, con parametri diversi a seconda della zona.
ClimHouse srl per le proprie case, ha scelto di utilizzare la tecnologia ISOTEX , che da più di trent'anni produce il blocco cassero in legnocemento, capace di rispettare le normative in materia di sismica, rendendo le abitazioni sicure in caso di Terremoti.
Mappa delle zone a rischio (Fonte Protezione Civile)
In Italia la legge più recente su questo aspetto è il Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 5 marzo 2008. Questo DM obbliga l’accurata verifica della staticità degli edifici pubblici definiti “strategici” (per es. scuole, ospedali, chiese, musei e ponti) e definisce i principi per progettare, realizzare e collaudare edifici antisismici.
Il decreto detto “milleproroghe” ha fatto slittare l’entrata in vigore di queste norme antisismiche a giugno 2010. Dopo la tragedia del sisma in Abruzzo, il Consiglio dei Ministri sta valutando di accelerare l’applicazione di questa normativa e di creare un meccanismo di incentivazione economica. Ma vediamo cosa prevede la legge del 2008 che è in attesa di entrare in vigore.
Valutazione del rischio per nuove costruzioni
Prima di costruire un qualsiasi progetto nuovo, si deve valutare il rischio sismico della zona in cui si deve edificare. Inoltre bisogna valutare l’effetto della risposta sismica locale sulla base dell’analisi delle caratteristiche topografiche e del sottosuolo, cioè di come reagisce la terra sottostante all’azione di un eventuale terremoto.
La classificazione del rischio sismico va dal grado 4 (zone grigie della mappa dell’Italia sottostante), rischio minimo, a 1 (zone rosse della mappa), il grado più alto. La progettazione antisismica diventa obbligatoria dalla zona 3 alla 1.
Caratteristiche di un edificio antisismico:
Un edificio anti-sisma deve essere progettato per resistere strutturalmente a eventi sismici evitando crolli e dissesti. La struttura deve mantenere nel tempo di vita la prestazioni in termini di resistenza, stabilità e funzionalità.
Materiali per edifici antisismici:
- Cemento armato
Una costruzione antisismica può essere costruita in calcestruzzo armato normale o precompresso. Il secondo è più resistente, perché è sottoposto a preventivi sforzi di pressurazione e tensione. Il cemento armato si chiama così perché ha un’armatura con barre di acciaio che sono interconnesse tra loro. Queste barre possono essere di acciaio di varie tipologie: al carbonio, inossidabile o con rivestimento speciale. Importante che abbiano un diametro minimo di 5 millimetri.
La legge stabilisce una classe di resistenza del cemento che varia da zona a zona (secondo il rischio sismico), il minimo è classe 8/10, il massimo è 90/105. Stabilisce quindi la quantità di acciaio che deve esserci in proporzione al cemento, la cosiddetta armatura di pilastri e travi. Il materiale di riempimento (malta o conglomerato) dei vani delle armature deve avvolgerle completamente.
Legno cemento ISOTEX:
Non solo cemento armato: anche il legno è ottimo nella costruzione di case antisismiche grazie alle sue caratteristiche di grande flessibilità e resistenza se opportunamente assemblato con giunti meccanici o appositi materiali adesivi.
- Altri materiali
I materiali per la saldatura, chiodi e bulloni devono essere conformi alle norme europee UNI EN ISO e recare la marcatura CE (attenzione a non confonderla con il marchio China Export).
Criteri di costruzione
Affinché un edificio non crolli sotto un terremoto, ci deve essere un perfetto equilibrio nel rapporto fra trave e pilastro.
In fase di costruzione la messa in posa di travi e pilastri deve avvenire contemporaneamente, per evitare la creazione di “giunto” che mina la stabilità dell’edificio.
La legge stabilisce la dimensione minima dei pilastri e anche dei muri portanti. Quanto alla progettazione, ci sono dei limiti architettonici: la pianta degli edifici deve essere il più possibile regolare e simmetrica, in relazione alla distribuzione di masse e rigidezze, e l’altezza massima dipende dalla classificazione sismica del territorio. Le case che ricadono nella zona 1, quella a massimo rischio sismico, non devono superare due piani di altezza.
Verifiche
In fase di progettazione la resistenza a tutta una serie di sollecitazioni si ricava applicando le norme di calcolo illustrate in dettaglio nella legge: un edificio antisismico deve poter resistere a torsioni, deformazioni, tagli, flessioni, vibrazioni, tensioni, fessurazioni, corrosioni.
Bisogna anche verificare l’aderenza delle barre d’acciaio con il calcestruzzo e nel caso di costruzioni in legno, la resistenza a trazioni, flessioni e compressioni alla fibratura del legno stesso. Il collaudo statico, invece, deve essere fatto in corso d’opera.
Costruzioni esistenti
La verifica degli edifici pubblici successivi al 1984 e progettati secondo criteri antisismici non è obbligatoria.
Al momento non sono previsti incentivi fiscali per rendere le case più sicure. Ma dopo il grave terremoto in Abruzzo, il Governo sta discutendo la possibilità di adeguare il nuovo piano casa anche a misure per il miglioramento sismico degli edifici esistenti.
In prossimi post vi aggiorneremo sulla legislazione in discussione in questi giorni e approfondiremo tecnicamente gli interventi di miglioramento della resistenza antisismica degli edifici esistenti.
Sito web Climhouse - Case a basso consumo energetico e antisismiche
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